Anche questo mercato è finito. Il Torino si è mosso abbastanza, sia in entrata che in uscita. Finalmente gli acquisti sono stati mirati e sono stati ceduti giocatori che non facevano più parte del progetto. Il colpo più importante in entrata è stato sicuramente Antenucci. Il patron Urbano Cairo ha versato subito 1.7 milioni di euro nelle casse del Catania per la comproprietà: finalmente ha investito su un buon giocatore. Perché Mirko è molto bravo: 24 gol l'anno scorso ad Ascoli sono un bel curriculum. Con Bianchi, formano una coppia d'attacco formidabile: potenzialmente, 50 gol in due (24 l'ex ascolano, 26 Rolando, lo scorso campionato). Davanti, quindi, il Torino non ha nulla da invidiare a Tiribocchi-Marilungo o Calaiò-Mastronunzio. A centrocampo, è arrivato il regista mancino che serviva: Alessandro Budel. Il giocatore, proveniente dalla A, l'anno scorso, nella doppia finale play-off, aveva fatto impazzire i centrocampisti allenati, all'epoca, da Colantuono. L'ex Brescia, a Torino, non ha ancora dimostrato il suo valore, ma non si possono trarre giudizi affrettati. Lasciamogli il tempo di ambientarsi e di capire il gioco di Lerda. Petrachi ha poi acquistato, proprio allo scoccare delle 19 del 31 gennaio, il terzino Cavanda. È una scommessa: il ragazzo ha 20 anni e tanta strada davanti. Con la Lazio aveva arginato alla grande un giocatore del calibro di Ronaldinho. Vista la condizione, piuttosto scarsa, di D'Ambrosio in questo periodo, potrebbe partire titolare sabato, con il Sassuolo. Infine, è arrivato Gabionetta. Forse l'acquisto più discutibile: non gioca da 8 mesi, non si sa bene quando potrà scendere in campo ed è, ovviamente, fuori condizione. Il ds è da giugno scorso che lo segue. Adesso è finalmente arrivato, ma quando esordirà, viste le complicatissime questioni burocratiche che non sembrano trovare soluzioni in tempi brevi? Vista la situazione, Petrachi si è cautelato con un'altra ala: Biagio Pagano. A Crotone ha subito esordito bene, adesso deve confermarsi. Capitolo cessioni, indubbiamente positivo. Filipe torna a Parma, Belingheri va a Livorno: nessuno dei due è mai entrato nel cuore dei tifosi e nessuno piange per il loro addio. Per quanto riguarda l'esterno Scaglia, finito alla Cremonese, dispiace, perché il ragazzo non ha mantenuto le bellissime prestazioni dello scorso finale di stagione. Infine, è partito Saumel. Paradossalmente, l'austriaco ha trovato più spazio quando il Torino era in serie A che in questi due anni di B. Il centrocampista è finito al Duisburg, nella serie minore del campionato tedesco. Il più grande merito di Cairo e Petrachi, però, non sono tanto i movimenti in entrata e in uscita, ma le conferme: Bianchi e Ogbonna sono rimasti. Dalla punta e dal centrale difensivo deve cominciare la risalita verso la A. Adesso Franco Lerda non ha più alibi. La squadra è questa e fino a giugno dovrà puntare su questi giocatori. Il presidente gli ha regalato una squadra finalmente competitiva, almeno sulla carta: il mister non può veramente più fallire.Emanuele Pastorella