Il destino ogni tanto è assai bizzarro ed è curioso come il Toro sia riuscito a ingaggiare il sogno Gabionetta, inseguito sin da giugno, la settimana prima del match contro il Crotone, squadra nella quale il brasiliano ha militato lo scorso campionato e che ritiene ancora suo il giocatore: la società calabrese ha infatti chiesto l'intervento della FIGC per sistemare la situazione, il tutto rende quindi più nervosa la partita, sugli spalti e in campo, dove le scene di nervosismo non mancano. Crotone-Torino è anche la sfida degli ex, infatti i due allenatori conoscono bene l'ambiente avversario, Lerda in quanto allenatore dei calabresi nella scorsa stagione, Corini in quanto ex regista e capitano dei granata, suoi ultimi tifosi prima del ritiro. Quest'ultimo deve fare a meno dello squalificato Loviso(altro ex), nonostante l'assenza il modulo non cambia: solito 4-3-3; formazione inedita invece per gli ospiti, infatti dopo l'arrivo di Mirko Antenucci, Lerda è passato al 4-3-1-2 con Bianchi assieme all'ex Catania e Gasbarroni ad inventare dietro di loro, in difesa, complici le assenze di Pratali, per infortunio, e di Ogbonna, squalificato, la coppia di centrali è composta da Rivalta-Di Cesare; finisce in panchina il neo arrivato Biagio Pagano, ex Livorno. La partita ha inizio e sono o granata a partire forte e al 4' De Vezze ci prova da fuori, trovando incerto il portiere Belec che libera come può; per il primo quarto d'ora la partita dice solo Toro, con un paio di mischie liberate dalla difesa di Corini, l'unico a provarci per i padroni è Migliore, che da fuori area manda il pallone distante dai pali difesi da Bassi. La manovra del Crotone si fa improvvisamente più decisa e convincente, con Bassi costretto a superarsi per murare una gran botta di Galardo. Il Torino sembra soffrire il gioco del Crotone, specialmente a centrocampo dove un pessimo Budel tenta di rimediare come può, facendosi anche ammonire. La gara è un continuo ribaltamento di fronte, Antenucci ci prova con un bel diagonale prima, e dopo combinando con il capitano granata, senza però trovare la via del gol. Il Torino gioca gli ultimi minuti della prima frazione ad altissimi livelli, coatringendo Belec a superarsi in un paio di occasioni su Bianchi, prima per anticiparlo, in seguito murando un buon tiro della punta granata. Si va, dunque, all'intervallo sul risultato di 0-0, dopo un primo tempo divertente e ricco di occasioni. La seconda frazione si apre con i granata ancora all'attacco, Gasbarroni, Zanetti, subentrato a Budel, ed Antenucci ci provano non riuscendo ad arrivare al gol. Al 20' della ripresa la doccia fredda per i granata: azione in area e Zanetti, usando un termine pallavolistico, mura un cross regalando il rigore ai padroni di casa; il fallo di mano è netto ma il giocatore ha la faccia tosta di protestare anche dopo l'ammonizione per il "mani", per proteste viene anche ammonito Gasbarroni. Dagli 11 metri si presenta Ginestra che calcia malamente il rigore, sul quale però si supera Bassi. Risultato dunque invariato e granata che, motivati dall'episodio, sfiorano il gol con un colpo di testa di Bianchi che viene intercettato da Belec, la cui deviazione mette fuori causa anche Antenucci, sul fronte opposto i padroni trovano il vantaggio grazie a Cutolo che da distanza siderale trova l'incendio dei pali, gol simile a quello dell'andata e 1-0 per gli uomini di Corini. Il gol è una dura botta per i granata, Lerda tenta il tutto per tutto inserendo Pagano al posto di De Feudis; non si poteva effettuare miglior sostituzione in quanto all'80' su un cross teso del neo entrato Antenucci devìa e Bianchi realizza il tap-in vincente. Dopo il pareggio le due squadre sembrano volersi accontentare del pareggio, non cercando più insistentemente la via del gol. L'unica nota nel finale è il secondo giallo, per proteste, a Zanetti, scontento di qualche scelta a suo modo discutibile di Baracani; per sedare il numero ventisette ci vuole l'intervento di un membro della panchina granata. Alla fine il pari è il risultato più giusto, le due squadre si sono affrontate a viso aperto senza risparmiarsi nulla. Per il Crotone il pareggio è un buon risultato, che consente di rimanere sufficientemente distanti dalla zona play-out; il Toro al contrario aveva assolutamente bisogno di una vittoria, che ancora non è arrivata nell'anno nuovo, per rilanciarsi in zona play-off, di sicuro se si vuole puntare alla promozione bisogna fare di meglio.
Paolo Rubiolo
Paolo Rubiolo
