Un'altra sconfitta, un'altra prestazione incolore e un'altra occasione persa per avvicinarsi alle prime. Il Torino ha nuovamente fallito un importante appuntamento. La vittoria, ormai, non arriva da un lontano 18 dicembre 2010: Torino-Empoli 2-1.
Nessun successo, ancora, nel 2011. Adesso basta. La pazienza dei tifosi è finita. Lo hanno dimostrato al raddoppio del Sassuolo, quando gran parte della Maratona è uscita dallo stadio Olimpico per protesta. I granata, stufi dello scempio spettacolo dei propri giocatori offerto in campo, si sono recati all'esterno dell'impianto per gridare tutta la propria indignazione verso una squadra in evidente crisi, di gioco e di identità. Hanno perso la pazienza perché non è possibile non dimostrare l'attaccamento verso una maglia storica, che tanto tempo fa era invincibile. A loro basterebbe una maglia granata sudata, basterebbe sputare sangue sul campo. Se poi si è perso, pazienza, sono stati più bravi gli altri. Ma il fatto è che questa squadra non corre e non lotta su ogni pallone. Non ha grinta, non ha un gioco, non ha la convinzione giusta per vincere le partite. Eppure i giocatori non sembrano male e l'allenatore, la scorsa stagione, era ritenuto uno dei migliori della serie cadetta. Il problema, quindi, non si riesce a capire. Tanti danno la colpa a Lerda, incapace, dopo più di 7 mesi, di dare un'impronta di gioco alla squadra e di trovare il giusto modulo. Altri ai giocatori, ritenuti "indegni" di indossare questa maglia e di non "sbattersi" abbastanza. Altri ancora al presidente Cairo e al ds Petrachi. Alla fine, comunque, il problema più grande è quello di rischiare di perdere nuovamente il treno per la A. Le difficoltà ci sono, e sono anche tante, ma adesso bisogna subito trovare una soluzione per non fallire l'obiettivo. A Novara sarà un test delicatissimo. E anche molto difficile, visto il cammino dei novaresi in questo campionato, specialmente in casa. I granata sono in evidente difficoltà, il Novara sta sicuramente meglio, ma nel calcio tutto è possibile. Vincere significherebbe rientrare pienamente in lotta promozione, perdere sarebbe la bocciatura quasi definitiva. Lerda è a un bivio, e con lui squadra, presidente e dirigenti. Tutti hanno una grande occasione per riscattarsi. Ma se dovesse arrivare un altro risultato negativo, la situazione potrebbe degenerare completamente.
Emanuele Pastorella
Nessun successo, ancora, nel 2011. Adesso basta. La pazienza dei tifosi è finita. Lo hanno dimostrato al raddoppio del Sassuolo, quando gran parte della Maratona è uscita dallo stadio Olimpico per protesta. I granata, stufi dello scempio spettacolo dei propri giocatori offerto in campo, si sono recati all'esterno dell'impianto per gridare tutta la propria indignazione verso una squadra in evidente crisi, di gioco e di identità. Hanno perso la pazienza perché non è possibile non dimostrare l'attaccamento verso una maglia storica, che tanto tempo fa era invincibile. A loro basterebbe una maglia granata sudata, basterebbe sputare sangue sul campo. Se poi si è perso, pazienza, sono stati più bravi gli altri. Ma il fatto è che questa squadra non corre e non lotta su ogni pallone. Non ha grinta, non ha un gioco, non ha la convinzione giusta per vincere le partite. Eppure i giocatori non sembrano male e l'allenatore, la scorsa stagione, era ritenuto uno dei migliori della serie cadetta. Il problema, quindi, non si riesce a capire. Tanti danno la colpa a Lerda, incapace, dopo più di 7 mesi, di dare un'impronta di gioco alla squadra e di trovare il giusto modulo. Altri ai giocatori, ritenuti "indegni" di indossare questa maglia e di non "sbattersi" abbastanza. Altri ancora al presidente Cairo e al ds Petrachi. Alla fine, comunque, il problema più grande è quello di rischiare di perdere nuovamente il treno per la A. Le difficoltà ci sono, e sono anche tante, ma adesso bisogna subito trovare una soluzione per non fallire l'obiettivo. A Novara sarà un test delicatissimo. E anche molto difficile, visto il cammino dei novaresi in questo campionato, specialmente in casa. I granata sono in evidente difficoltà, il Novara sta sicuramente meglio, ma nel calcio tutto è possibile. Vincere significherebbe rientrare pienamente in lotta promozione, perdere sarebbe la bocciatura quasi definitiva. Lerda è a un bivio, e con lui squadra, presidente e dirigenti. Tutti hanno una grande occasione per riscattarsi. Ma se dovesse arrivare un altro risultato negativo, la situazione potrebbe degenerare completamente.
Emanuele Pastorella
