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104 anni di Toro, raccontati da un granata

03/12/10

104: sono gli anni che oggi, 3 dicembre 2010, compie il Torino. 104 anni di passione, di gioie, di dolori, di pali e di traverse. Anni in cui la società granata è riuscita a portare in bacheca 7 scudetti, 5 coppe Italia e 1 Mitropa Cup. Avrebbe anche una coppa UEFA, se i 3 pali di Amsterdam non avessero fermato il sogno granata. Questo anniversario rappresenta, per un tifoso, la possibilità di ricordare tutto ciò che riguarda la sua squadra del cuore. Ma, probabilmente, il pensiero di un granata, prima ancora che alle gioie, si rivolge alle tante, troppe disgrazie che ha dovuto subire. Nel '49 quella più grande, che ha colpito l'Italia intera: la perdita della Squadra, quella degli Invincibili. In un giorno di pioggia, l'aereo del Grande Torino andò a schiantarsi sulla collina della basilica di Superga. Morirono tutti e 31 i passeggeri, morì tutto il Toro. Ma la forza, incredibile, di questa maglia e di questi tifosi permise la ricostruzione: le gioie, però, furono ancora poche, e il dolore di un'altra perdita colpì nuovamente tutto l'ambiente. La nuova stella, Gigi Meroni, la Farfalla granata, venne investita da due auto, in corso re Umberto, e volò in cielo. Era l'ottobre del '67. Ma, di nuovo, i granata si risollevarono, e arrivò, nel '76, il primo trofeo del dopo Superga: lo Scudetto. L'anno dopo, solamente per un punto, non si ripetè l'impresa, e il tricolore andò agli eterni rivali: la Juventus. E così si arriva alla serata maledetta, quella di Amsterdam, quella dei pali, delle traverse, di Mondonico che alza la sedia, delle lacrime lasciate in terra olandese. L'anno successivo, il '93, è l'ultimo in cui il Toro porta a casa un trofeo: la coppa Italia conquistata a Roma contro i giallorossi. Da quel momento, buio più totale. Comincia l'altalena tra serie A e serie B, l'avvicendarsi di presidenti ciarlatani che "mangiano" sul Torino e non portano a nulla di buono. Dal '95, non si gioisce più nemmeno per una vittoria nel derby: l'unico in cui si ricorda il Cuore Granata è quello della rimonta, da 3-0 a 3-3, del 2001. Nel 2005, poi, il punto più basso: il fallimento. Solo Urbano Cairo ha salvato la società dall'interregionale. La risalita, al primo anno, incredibile, e poi di nuovo in B. E adesso è qui che vacilla, tra zona play-off e anonimato, ma sempre con i tifosi a sostegno. Che cerca di tornare lassù, in serie A, il posto che gli compete, almeno in una posizione di riguardo. Un inno del Toro dice: "Forza Toro, Forza Toro, torneranno i tempi d'oro". Chissà se, e quando, torneranno: per un granata, comunque, basta che questi tempi siano un pò meno grigi.
Emanuele Pastorella
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