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Siena – Grosseto, l’amaro post partita

17/11/10

Doveva essere un giorno di festa, quello della partita del derby toscano, a prescindere dal risultato, e dalle posizioni in classifica di entrambe le squadre. Invece, durante il match, una quindicina di tifosi biancorossi, al posto di sostenere e incitare la propria squadra allo stadio, ha danneggiato alcune apparecchiature e alcuni veicoli posti nel centro di Siena. La questura ha fermato otto di loro, i quali sono stati segnalati per il Daspo ( da D.A.S.P.O, ovvero divieto di assistere alle manifestazioni sportive ), che buona parte aveva già ricevuto in passato. La violenza negli stadi è un problema esistente da tempo in Italia, ma è ancora maggiore quando si estende al di fuori di essi, diventando così un fatto ancora più grave e civilmente intollerabile. Perché io, cittadino di una città storica, devo assistere ad atti vandalici solo per una partita di pallone? Il calcio, e lo diciamo a chiare lettere, deve essere un DIVERTIMENTO; si va allo stadio a incitare la propria squadra, i propri colori, a cantare e divertirsi: quando ciò degenera in violenza non è più tollerabile. Anche se si è trattato di un episodio con, complessivamente, pochi danni, si spera che comunque il fatto di Siena possa fungere da esempio negativo per tutti noi: anche se ciò sembra difficile; sebbene negli ultimi anni si siano approvati dei provvedimenti per salvaguardare la sicurezza negli stadi, come il rinforzo della sicurezza, il Daspo e la Tessera del Tifoso, la strada della redenzione sembra comunque ancora troppo, troppo lontana, e lo stadio ai giorni nostri non è un luogo sicuro per le famiglie, i bambini, e tutti coloro che si vogliono divertire la domenica. Quindi, NO ALLA VIOLENZA!
Matteo Bertolino
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