Il Torino, come ha detto giustamente il tecnico Lerda, ha ben figurato nella prima frazione di gioco e nei minuti iniziali del secondo tempo della partita con il Bari. Poi, però, dopo il rigore ingenuo provocato da Cofie, la squadra granata non è riuscita a ricompattarsi e a cercare il pareggio. Anzi, è arrivato anche il terzo gol dei padroni di casa e la partita è praticamente finita in quel momento. La squadra, comunque, ha mostrato dei miglioramenti, anche se molto piccoli, rispetto alle prove di campionato. Le prestazioni di Pratali e Gasbarroni sono state molto convincenti, mentre chi non riesce ancora a entrare nei meccanismi della squadra sono Stevanovic e Cofie. Soprattutto il fantasista, scuola Inter, non entra mai nel vivo dell'azione e, anche quando viene servito, si intestardisce in dribbling impossibili e puntualmente perde palla, favorendo le ripartenze degli avversari. Il mediano di colore ieri sera non ha sfigurato, ma l'ingenuità commessa in occasione del rigore pesa molto sulla sua prestazione. L'impressione, però, è che Franco Lerda non sia ancora riuscito a insegnare la propria idea di calcio alla squadra. Sarà che manca il regista, che gli esterni non sono quelli che desiderava, che molti elementi stanno fornendo prove al di sotto delle aspettative, ma il risultato è che il Torino non ha un gioco. I terzini non spingono sulle fasce, i due centrocampisti sembrano sempre troppo soli e davanti i tre trequartisti non fanno movimento, lasciando anche completamente da sola la punta centrale, che ogni partita non riceve i palloni giusti per concludere a rete. I tifosi stanno cominciando a perdere la pazienza e la contestazione allo stadio sarà più pesante, se non ci sarà un'inversione di risultati. E, nonostante spenda parole confortanti sul futuro del mister dopo ogni sconfitta, anche il presidente Urbano Cairo, probabilmente, si sta spazientendo. Se con l'Ascoli non arriverà la vittoria, che ormai manca da più di due settimane, sembra inevitabile l'esonero dell'allenatore Lerda. Torino, l'esonero di Lerda è inevitabile
29/10/10
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Redazione
Il Torino, come ha detto giustamente il tecnico Lerda, ha ben figurato nella prima frazione di gioco e nei minuti iniziali del secondo tempo della partita con il Bari. Poi, però, dopo il rigore ingenuo provocato da Cofie, la squadra granata non è riuscita a ricompattarsi e a cercare il pareggio. Anzi, è arrivato anche il terzo gol dei padroni di casa e la partita è praticamente finita in quel momento. La squadra, comunque, ha mostrato dei miglioramenti, anche se molto piccoli, rispetto alle prove di campionato. Le prestazioni di Pratali e Gasbarroni sono state molto convincenti, mentre chi non riesce ancora a entrare nei meccanismi della squadra sono Stevanovic e Cofie. Soprattutto il fantasista, scuola Inter, non entra mai nel vivo dell'azione e, anche quando viene servito, si intestardisce in dribbling impossibili e puntualmente perde palla, favorendo le ripartenze degli avversari. Il mediano di colore ieri sera non ha sfigurato, ma l'ingenuità commessa in occasione del rigore pesa molto sulla sua prestazione. L'impressione, però, è che Franco Lerda non sia ancora riuscito a insegnare la propria idea di calcio alla squadra. Sarà che manca il regista, che gli esterni non sono quelli che desiderava, che molti elementi stanno fornendo prove al di sotto delle aspettative, ma il risultato è che il Torino non ha un gioco. I terzini non spingono sulle fasce, i due centrocampisti sembrano sempre troppo soli e davanti i tre trequartisti non fanno movimento, lasciando anche completamente da sola la punta centrale, che ogni partita non riceve i palloni giusti per concludere a rete. I tifosi stanno cominciando a perdere la pazienza e la contestazione allo stadio sarà più pesante, se non ci sarà un'inversione di risultati. E, nonostante spenda parole confortanti sul futuro del mister dopo ogni sconfitta, anche il presidente Urbano Cairo, probabilmente, si sta spazientendo. Se con l'Ascoli non arriverà la vittoria, che ormai manca da più di due settimane, sembra inevitabile l'esonero dell'allenatore Lerda. LA VOCE DEL TIFOSO
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